Le candelore di Sant’Agata- folklore aspetto e origine della tradizione famosa in tutto il mondo

Nella famosa novella, La coda del diavolo, di Giovanni Verga,l’insigne scrittore affermava che:”A Catania la quaresima vien senza Carnevale;ma in compenso c’è la festa Sant’Agata, gran veglione di cui tutta la città è il teatro”:ed ancora oggi la festa della Santa Patrona della città dal 252 (anno successivo al suo martirio)è, la pagina più vivace del folklore catanese.

Alla festa di Sant’Agata che si svolge a Catania dal 3 al 5 Febbraio , giorni intensi di religiosità, di profonda devozione, di folklore e di tradizione tanto da essere definita dall’Unesco « bene etno-antropologico patrimonio dell’Umanità» ,accorre una folla di fedeli di curiosi , numerosi turisti Italiani e stranieri stimati in circa un milione e mezzo .

Per l’occasione vengono utilizzate le settecentesche carrozze del Senato catanese,visibili tutto l’anno presso l’androne del Palazzo Municipale, in cui prendono posto il Sindaco e gli Assessori si recano alla chiesa di San Biagio per portare le chiavi della città alle autorità religiose.

Carrozza del senato Festa di S.Agata
Carrozza del senato
Festa di S.Agata

Lo spettacolo più singolare viene offerto dagli undici cerei che i catanesi chiamano « cannilori » le candelore che vengono fatte girare per le vie cittadine, e precedono la statua della Santa nella sua processione.Questi undici pesantissimi cerei sono montati su un fercolo e portati a spalla, con decorazioni esuberanti e raffigurazioni lignee della vita di Sant’Agata con angioletti alati,con fiori freschi,con luci splendenti e variopinte bandiere sventolanti; e vengono portati in giro per le vie cittadine da squadre di robusti fedeli,con la caratteristica andatura danzante detta «annacata»(cioè dondolio); e ciascuno di essi è accompagnato da una fanfaretta , che suona motivi popolari ma non religiosi.

Le candelore di Sant’Agata

Ogni cero è gestito da diverse corporazioni di mestieri; il primo cereo, quello più antico, è quello dei Rinoti con quattro bei grifoni alla base;il secondo è quello degli Ortolani, dei Floricultori e dei Giardinieri, che è in stile gotico-veneziano; il terzo quello dei Fruttivendoli, con un bel busto ligneo di Sant’Agata; il quarto quello dei Pescivendoli, in stile rococò, con una statua a grandezza naturale di San Francesco di Paola; il quinto quello dei Macellai, caratterizzato da fiori freschi;il sesto quello dei Pizzicagnoli, in stile liberty con stendardi dei quattro gruppi di cantanti di Sant’Agata; il settimo quello dei Pastai che è un grosso cereo settecentesco; l’ottavo quello dei Vinaioli con grifoni e leoni scolpiti per portare questo pesante cero necessitano circa 10 fedeli;il nono cero il più pesante quello dei Panettieri, per trasportarlo ci vogliono almeno 12 fedeli,ed è soprannominato “la mamma”;il decimo quello dei devoti del “Circolo di Sant’Agata”, che è il cereo più giovane, l’undicesimo è quello più piccolo voluto dal vescovo monsignor Ventimiglia che chiude la singolare processione delle candelore

Fercolo di Sant’Agata
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